La coratella di agnello è un piatto tradizionale dell’Umbria molto diffuso non solo nel periodo pasquale ma anche nel resto dell’anno. Di solito la coratella di agnello viene servita come antipasto nei ristoranti di cucina tipica. Io la cucino con questa ricetta da sempre e posso dire che la bontà di questo piatto dipende anche dalla preparazione accurata prima di iniziare la cottura.
Ingredienti:
gli ingredienti sono sufficienti per il secondo per 6-8 persone;
1 coratella di agnello intera
1 cipolla bianca
1 peperoncino
1 bicchiere di vino bianco
1 cucchiaio di aceto
400 grammi di pomodori pelati
3 cucchiai di olio extravergine di oliva
Sale
Preparazione della coratella di agnello secondo la ricetta umbra:
La prima operazione da fare è staccare le varie parti: il polmone, il fegato, il cuore e la milza se c’è; buttare tutto il resto;
lavare con cura e ripetutamente in acqua corrente ogni pezzo;
privare ogni pezzo di eventuali parti grasse e poi tagliarla a cubetti piccolissimi (1-1,5 centimetri) utilizzando un tagliere e un coltello;nel frattempo mettere al fuoco un litro di acqua con mezzo bicchiere di vino; quando inizia a bollire gettarvi per un minuto la coratella, girarla e subito scolarla;
fare stufare dolcemente la cipolla tagliata sottilissima con l’olio,e poi mettere la coratella e farla insaporire;aggiungere un po’ di sale e il peperoncino ;
quando la coratella è insaporita aggiungere l’altro mezzo bicchiere di vino e il cucchiaio di aceto, lasciare evaporare;
aggiungere il pomodoro passato e aggiustare di sale;
cuocere a fuoco dolce per circa un’ora;
servire calda.
San Sisto
San Sisto è una frazione del Comune di Perugia (PG) che conta c.a 14.000 abitanti.Il paese si adagia prevalentemente in pianura, a 280 m s.l.m., ai piedi del colle Lacugnano e in prossimità della via Pievaiola. Esso è geograficamente situato a Sud-Ovest del territorio di Perugia.San Sisto è la sede della X circoscrizione del Comune di Perugia, che comprende anche le frazioni di Sant'Andrea delle Fratte, Santa Sabina, Lacugnano, Ponte della pietra, Casenuove e Prepo.
Storia
A partire dall'XI secolo, le mappe del territorio che rappresentano la zona ovest di Perugia, lungo la via di comunicazione per Città della Pieve, riportano la presenza di due fortificazioni distinte, Sansoste e Sant'Andrea delle Fratte. Risale forse all'anno 1000 il castello ai piedi del monte Lacugnano, abitato dal feudatario locale, di cui ora rimangono poche rovine. Nel 1235, a Sansoste si accampò l'imperatore Federico II al ritorno dalle crociate, con l'intento di assediare Perugia. Fin dal 1337 esisteva, sul dosso della via Pievaiola, la chiesa di San Sisto del Monte di Lacugnano, di cui oggi rimangono alcune vestigia, come una campana del 1549 ed un affresco del 1300, raffigurante la Madonna con il Bambino, San Sisto e Santa Caterina da Siena di cui s'ignorava la presenza in quanto coperto da uno strato d'intonaco. Attualmente l'opera restaurata, riportata su tela, si trova all'interno della chiesina del 1300.
San Sisto una fortificazione inespugnabile
Nel XI secolo secondo le antiche mappe, San Sisto e Sant'Andrea delle Fratte rappresentavano due fortificazioni distinte che si identificavano l'una nel castello di Sansoste, l'altra in quello di Sant'Andrea delle Fratte.
Questi castelli erano ubicati lungo una delle principali vie di comunicazione che solcavano il contado perugino, l'attuale asse via Pievaiola - viale San Sisto, strada maestra che attraversava quella parte del territorio annesso al rione di Porta Santa Susanna.
L’imperatore Federico II a San Sisto
Nel Medioevo San Sisto fu forse abitato da un ''signore'' perché il castello, le cui rovine si ergono ancora sulla costa del Monte di Lacugnano, sembra risalire intorno all'anno 1000. Per la sua posizione esso svolgeva una funzione di avvistamento, mentre la campagna sottostante era coltivata dai ''servi'' del feudatario. Sono invece sicure le uniche notizie che si trovano nell'archivio della biblioteca della chiesa di San Pietro dove le cronache antiche riportano che nell'anno 1235 l'imperatore Federico II, sulla via del ritorno dalla Crociata, si sarebbe accampato a circa due miglia da Perugia, presso un castello chiamato Sansoste, rinunciando ad attaccare la città in quanto allora ben fortificata e quindi difficilmente espugnabile. Da lì si diresse con il suo esercito in Germania per sedare la rivolta fomentata dal figlio Enzo e attraversando l'Italia conquistò altre terre e castelli. Si ha inoltre notizia che fin dal 1337 esisteva, sul dosso della via Pievaiola, una chiesa intitolata a San Sisto di fronte alla quale forse fin d'allora c'era un'osteria; '' I due edifici del sacro e dell'umano che scandivano la viabilità medioevale ''.
Chiesa di San Sisto
La chiesa, denominata di San Sisto del Monte di Lacugnano, dipendeva dalla cattedrale metropolitana di San Lorenzo in Perugia ed è l'unica fra tutte le chiese della diocesi che abbia questo nome con riferimento a papa Sisto II che pontificò dal 257 al 258 e subì il martirio insieme a quattro suoi diaconi tra i quali figurava anche Lorenzo, patrono di Perugia. Le spoglie di papa Sisto ebbero sepoltura nelle catacombe romane di San Callisto dove esiste una epigrafe a lui intestata. All'interno del campanile della chiesetta c'è una campana che reca l'iscrizione 1549-Ave Maria, all'entrata laterale c'è un gradino risalente a quell'epoca e all'interno fu ritrovato per caso, durante lavori di ristrutturazione, un'affresco del 1300 raffigurante la Madonna con il Bambino, San Sisto e Santa Caterina da Siena di cui s'ignorava la presenza in quanto coperto da uno strato d'intonaco. Attualmente l'opera restaurata, riportandola su tela, si trova all'interno del nuovo complesso parrocchiale edificato nel 1981 che sorge nelle vicinanze del cimitero. Nel 1581 la parrocchia di San Sisto fu unita a quella di San Cristoforo di Lacugnano e soltanto dopo quattro secoli il 20 giugno del 1970 ha riacquistato la propria autonomia come chiesa parrocchiale. In occasione dei festeggiamenti per i venticinque anni di istituzione della parrocchia di San Sisto l'antico edificio parrocchiale è stato nuovamente restaurato dalla Scuola Edile di Perugia, riportandone alla luce l'originaria struttura.
Perché San Sisto
L'origine del nome di San Sisto è incerta, tre sono le principali ipotesi che si possono formulare: 1) forse il nome deriva dalla parola sosta perché davanti alla chiesa c'era la fermata (sosta) dove viandanti, cavalieri e carrettieri potevano ristorarsi presso l'osteria annessa e far riposare i cavalli o cambiarli. 2) forse San Sisto deriva dalle parole latine Sine hoste cioè senza nemico.
Sembra infatti che nei tempi antichi chiunque si trovasse a passare in questa zona era sicuro di non incontrare pericoli prima di arrivare a Perugia. A convalida di questa ipotesi esiste un cippo, di fronte alla chiesa di Madonna Alta, lungo la via Pievaiola, dove è leggibile la scritta: Sansoste. 3) forse il nome è stato dato dalla chiesa dedicata a San Sisto. Questa è l'ipotesi più probabile. Se all'inizio del secolo San Sisto non era altro che una campagna con poche case, in seguito all'insediamento della Perugina e all'esodo delle popolazioni rurali dalla campagna alla città, diventò negli anni sessanta un centro abitato in continuo sviluppo.
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