Polenta con Salsicce

 

Prepara una polenta piuttosto densa, versala in un contenitore rettangolare alto da 5 a 10 centimetri e lascia raffreddare. Prepara un sugo con soffritto, carne macinata di manzo, salsicce sbriciolate e pomodoro, fai cuocere a lungo.
Taglia la polenta, ormai fredda e soda, in fette alte circa 1 centimetro. Metti in una pirofila da forno un po’ di sugo e ricopri con uno strato di polenta, metti altro sugo e una manciata di parmigiano, e poi un altro strato di polenta ancora abbondante sugo e parmigiano.
Metti in forno per circa 20 minuti. A parte cuoci sulla graticola delle salsicce che servirai sopra la polenta.
Questo è il metodo per farla a casa, ma se vuoi conoscere la preparazione per la sagra e la sua storia, puoi consultare il testo a cura di Novella Bellucci “GRANOTURCO E POLENTA”

Durante i giorni infrasettimanali che precedono la Sagra si preparano anche altri tipi di polenta che vi invitiamo ad assaggiare.

La caratteristica principale della Polenta di Carbonesca è costituita dal fatto di non essere servita “lenta” appena completata la cottura, ma ha la particolarità di essere lavorata a freddo e successivamente ripassata al forno, con un lungo processo di lavorazione che si completa nell’arco di un giorno intero.

Una volta terminata la cottura in grandi paioli di rame mediante la tradizionale mescita manuale (lavoro eseguito sempre dagli uomini ) con il “rasagnolo”, la polenta viene riversata in grandi contenitori alimentari e fatta riposare e freddare per circa 10-12 ore. Contemporaneamente, le sapienti mani delle donne preparano il sugo per il successivo condimento. Quando la polenta si presenta ben fredda e compatta nella forma di un grande “panetto”, viene tagliata a fette dello spessore di circa uno o due centimetri. Successivamente si inizia a comporre il piatto mediante la stesura di diverse fette di polenta in uno stampino di alluminio, alternando i diversi strati con il sugo al ragù di carne e il parmigiano. Completata la preparazione, la polenta viene ripassata in forno (di qui la necessità di servirla nel piatto di alluminio). Questo ultima fase le dona un sapore ed un gusto unico e inconfondibile. Prima di essere servito al pubblico, al piatto di polenta viene aggiunta una salsiccia di maiale nostrana cotta alla brace.

 

Carbonesca

Un’oasi di pace nel cuore verde d’Italia

Il Paese

Carbonesca e’ una piccola localita’ situata nel comune di Gubbio in provincia di Perugia. E’ completamente immersa nel verde dell’ Umbria in un incantevole paesaggio collinare che al solo vederlo sa di rilassante ed esprime una forte sensazione di calma e pace. E' posta sul crinale del monte a 514 m. sul livello del mare e tutt’intorno gli fanno corona i monti di Caresto, il Colle e Monte Carlo. Il paese “domina”, per così dire, la vallata del fiume Chiascio ad ovest e la vallata che arriva fino agli appennini ad est. Posta sulla sommità di una collina, riesce a mostrare uno scorcio panoramico che lascia senza parole. Sono ben visibili il monte Ingino che sovrasta la meravigliosa città di Gubbio con il monte Catria alle sue spalle, poi, scorrendo verso sud, si nota il monte Cucco in tutta la sua imponenza e via via Valsorda fino scorgere, più in lontananza, le Forche Canapine che si trovano nella zona di Norcia. Da alcuni punti è possibile vedere anche il monte Subasio che lungo le sue pendici accoglie la bellissima Assisi. Ad ovest, in lontananza, al di la del fiume Chiascio, si nota Caprignone, il luogo dove S.Francesco, avviandosi a Gubbio dopo la conversione nell’ inverno del 1206 – 1207, fu fermato dai briganti e gettato tra i rovi e la neve.

E’ Difficile risalire ad una precisa collocazione storica per la nascita del nostro paese. Tuttavia ci giungono alcune testimonianze dai vari luoghi posti nelle immediate vicinanze. Come dimostra la chiesa di S.Cristoforo. Li una lapide ricorda ai posteri che l’ altare fu consacrato dal vescovo di Gubbio Bentivoglio nel 1194.A Caresto vi e’ un castello ("castrum caresti") di origine antichissima, risalente al 1352. A tutto oggi ne rimangono alcuni ruderi e all’interno vi si conserva ancora la chiesa dedicata agli apostoli S.Filippo e S.Giacomo. Nella corte cresce un maestoso taxus. A riguardo, riportiamo uno scorcio di G.Bensi che scrive:

“ IL CASTELLO DI CARESTO, di origini antichissime, fu ricostruito nel 1352 dopo la distruzione avvenuta nel corso degli scontri che decretarono Giovanni di Cantuccio Gabrielli tiranno di Gubbio. Il Ciatti sostiene un fantasiosa tesi secondo la quale dei liguri, sopravvissuti alla battaglia di Statellate, sarebbero stati venduti ai perugini, inviati nella zona sovrastante il Chiascio e impegnati in lavori forzati in colonie agricole (G.Bensi, Il Castello di Casacastalda e la sua Pieve, '74, p.25).”

Il Castello di Magrano fu nell’epoca medievale, fulcro della difesa della città di Gubbio contro Perugia. Ma si hanno ulteriori cenni storici che riguardano questa importante costruzione:

A Magrano si trovava il castello di Melchiorre Montaiti, che nel 1329 si ribellò al conte Antonio da Montefeltro, signore di Urbino e di Gubbio, venendo pesantemente danneggiato. Dopo essere stato palazzina da caccia usata anche da Federico da Montefeltro (1422-1482), nel 1600 passò ai conti di Carpegna e nel 1830 alla principessa Giulia Bonaparte, imparentata con il celebre Napoleone.

Il castello oggi è meravigliosamente ristrutturato e proprietà di privati.

Il Colle, sede dell’antica fattoria, costituiva il centro lavorativo a cui facevano riferimento in passato i contadini della tenuta di Magrano, in gran parte abitanti di Carbonesca. I suoi altissimi pini e la vasta corte lo rendono un luogo attraente che si nota da lontano e segna il passaggio dal paesaggio collinare umbro a quello più scosceso ma incontaminato della valle del Chiascio.  Anche per il Colle abbiamo la possibilità di riportare alcuni cenni storici di P.L. Menichetti che scrive:

“…sede dell'antica fattoria del "Castrum Magrani", costituiva il centro lavorativo a cui facevano riferimento i contadini della tenuta. Ricordiamo che "insieme" al Castello di Colpalombo, alla Torre di Carlo (Turris Caroli), al Castello di Caresto, al palazzo fortificato di S.Stefano in Arcellis, il fortilizio di Magrano costituì per Gubbio nel periodo Medievale il fulcro della difesa del settore sud-est (P.L. Menichetti, Castelli, Palazzi fortificati, Fortilizi, Torri di Gubbio dal sec. XI al XIV, 1989, pag. 191)”.

Monte Carlo, o Turris Caroli, era in antichità una torre di avvistamento per il controllo dell'alta valle del Chiascio, del quale oggi restano purtroppo solamente numerose pietre.

La zona denota anche un interessante passato geologico testimoniato dal rinvenimento di fossili bivalvi nelle rocce locali.

Carbonesca è un paese piccolissimo, basti pensare che conta attualmente poco più di 350 anime e  si divide in tre rioni: Interrato, il piu’ antico, Casagiorgi e Carbonesca.

La chiesa e’ del 1600 e conserva un bellissimo crocifisso ligneo che viene portato in processione il Venerdì Santo. Inoltre una lapide del 1920 posta sulla facciata, ricorda i caduti della prima guerra mondiale.

Da vedere e’ il palazzo comunale. Interamente in pietra, e’ stato costruito nel 1894 e recentemente ristrutturato.

Vi e’ un parco pubblico attrezzato, un campo da calcetto, uno da tennis e relativi servizi di proprietà della parrocchia e gestito dalla pro loco. Al centro del paese vi e’ posto un cippo in granito in onore dei caduti di ieri per la patria e di oggi per la pace, contornato da una bellissima fontana.

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